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August 23 Un Pensiero...Il dolce pensiero di un mio amico...il giorno del funerale del presidente...
... uno sparuto gruppo del forum.
Ci siamo ritrovati, alla spicciolata, alla fermata della metro policlinico, in viale regina elena, intorno alle 11. L' incontro. Vari baci, abbracci, pacche sulle spalle come a dissimulare il senso di una commozione che comunque si impadroniva di noi, man mano che riuscivamo a renderci conto che non ci saremmo sentiti soli. Ma era uno scherzare altro, complicato da descrivere, dove anche il nostro Mirko sembrava diverso, serio o serioso, che aveva dignitosamente messo da parte la sua vena cazzeggiante, frutto del suo carattere e della sua giovane età, in favore di un vestito di sorrisi lievi, discreti. Ermocrate, nervoso e impacciato, che a stento era riuscito a mettere da parte quei conflitti interni che segnano il suo sguardo, parlava senza seguire, a volte, il filo del suo stesso discorso. Anche la solarità di Dolfin e Candelina era offuscata da una non voglia di scherzare troppo, mentre Margherasta, rimbalzando da uno all'altro, nella cerchia che si era formata, come una palina in un flipper, scaricava la tensione con i suoi movimenti molleggiati. Alectric sembrava vivere a basso voltaggio, come con le pile esaurite, ma con ancora la forza di esserci e partecipare. Prodromo, dal canto suo, sembrava colpito da una grave logorrea, forse per non tradire l'emozione, la commozione di chi la storia della Roma se l'è vissuta fin dentro le ossa. Per ultimo Itaipu, arrivato con un ritardo annunciato, deambulando con l'eleganza di una valanga in Val di Fassa, ma con la capacità di essere l'anello mancante, quel filo che il gruppo lo congiunge e gli dà il coraggio di incamminarsi verso l'ineluttabile. Piazzale del Verano. Dopo la rinuncia a trovare un posto da dove si vedesse qualcosa,
come quando allo stadio ti capita davanti qualcuno con un bandierone e la partita te la fai raccontare dalle urla dei 50 mila, e dopo la resa senza condizioni a un sole dai raggi sadici che penetravano le ossa del cranio senz speranza di tregua, arriva Gionomagia, accompagnato, questa volta, dalla sua inguaribile volgia di vivere. Dopo poco Brigata, anche lui, come Gino, in compagnia, ma di un dolore privato, profondo fino all'ultimo angolo dell'animo, con uno spazio ancora integro per ospitare il Presidente. Trascorre il tempo, trascorrono le regole di una funzione religiosa
per l'ultimo saluto a chi non ha mai tradito i propri tifosi tranne una volta sola, quando non ce l'ha più fatta a vivere. Poi, come d'incanto, arriva quella cosa che un pittore chiamerebbe la pennellata che dona alla tela la dignità di quadro.
Alectric, malcelando con generosi occhiali da sole lo sguardo inumidito,
alla chiusura del rito funerario ha un leggero singulto di commozione. Anche Dolfin sa commuoversi e lo ha fatto con lacrime vere, forse rubate a Margherita che conserva, comunque, gli occhi arrossati come quando un amore finisce per sempre. Dolfin ora è in lacrime, Gino la vede e si avvicina, le prende la testa, le dà un bacio sulla fronte e le dice
(e questa è la meraviglia, il prodigio, la pennellata dell'autore, l'affetto che circola nel forum) "Forza, me raccomanno eh?". TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://mirkocapitolino.spaces.live.com/blog/cns!FC7C885163555B59!807.trak Weblogs that reference this entry
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